by Angelo Massaro

L’opera vuole rappresentare il disfacimento del corpo umano attraverso un materiale, l’uva, simbolo di sangue, carne. Con l’utilizzo di diversi metodi di rappresentazione del corpo: quello anatomico cinquecentesco, i manichini da vetrina o quello cattolico, “polvere torneremo”, il corpo si astrae e al contempo si fonde con la sua metà e lo fa attraverso il dispiegamento di un materiale che di per se è già morto, uno scarto della produzione del vino, feccia: materia composta da mosto d’uva di lambrusco e polvere di pietra, si presenta prima in tessuto e poi, una volta amalgamata, in forma di fanghiglia viola.

 

Tessuto di mosto d’uva, feccia, pennarello rosso

e polvere di pietra (eno-perlite)

dimensioni variabili.

 

Angelo Massaro – Attualmente iscritto al secondo anno del biennio specialistico di pittura, cattedra Luca Caccioni, Accademia di Belle Arti di Bologna, vive e lavora a Reggio Emilia.